Aree di Studio | / Vedretta Mimesi
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/ Vedretta Mimesi

Una traccia di presenza umana, una struttura solitaria nella vastità incontaminata del paesaggio d’alta quota. Un volume puro, che emerge come un frammento di roccia bruno-rossastro, apparentemente distaccato eppure intrinsecamente legato alla montagna.

Il progetto è concepito come un poliedro plasmato da un processo geologico, soggetto alle leggi e alle forze primarie della natura. Emerge come un cristallo colossale, sfaccettato e articolato dalla struttura regolare di un romboedro. Grazie al potere trasformativo della natura, la generazione di assi obliqui crea spigoli e picchi più affilati e inclinati, rivelando così la struttura prismatica cristallina.

Il bivacco è progettato tenendo conto della reversibilità dell’intervento: stabilisce un’impronta minima e transitoria e, come l’alpinista “nomade”, è pensato per la massima flessibilità di movimento con un impatto ecologico ridotto. È concepito non come una destinazione ma come una tappa lungo la spedizione; la struttura partecipa alla logica del percorso. Non deve interrompere il ritmo del paesaggio, ma fluire con esso. Pertanto, il progetto si pone come una presenza temporanea, un abitare leggero, che non domina la natura ma permette l’esperienza della grandiosità del paesaggio.

Lo spazio abitativo deve essere essenziale e razionale, concretizzandosi in un’unità minima in cui si fondono le funzioni giorno e notte. È uno spazio per una comunità di utenti che condividono la passione per l’esplorazione. Per questo motivo, gli spazi sono concepiti secondo i principi dell’existenzminimum: interni funzionali e minimali. Lo spazio interno riflette una suddivisione efficiente per soddisfare le esigenze essenziali: una zona pranzo comune (con tavolo, panche, sgabelli), una zona filtro (con ingresso, fornelli e spazio per i kit di emergenza, oltre a un mobile contenitore per oggetti essenziali come le coperte) e la zona notte (con armadi/contenitori privati, collegati a letti sospesi in corda, sfalsati su due lati della parete). La più grande vetrata panoramica incornicia il percorso di salita, rafforzando la connessione tra interni ed esterni. Allo stesso tempo, il posizionamento dell’ingresso e delle finestre massimizza il comfort interno, garantendo la ventilazione naturale. Il layout generale mira a massimizzare la sicurezza, l’efficienza termica e la qualità percettiva dello spazio, mantenendo al contempo un impatto minimo sul paesaggio circostante.

 

EN / A trace of human presence, a solitary structure within the pristine vastness of the high-altitude landscape. A pure volume, emerging like a brownish-red fragment of rock, seemingly detached yet intrinsically connected to the mountain.

The project is conceived as a polyhedron shaped by a geological process, subject to the laws and primary forces of nature. It emerges as a colossal crystal, faceted and articulated by the regular structure of a rhombohedron. Through the transformative power of nature, the generation of oblique axes creates sharper, more inclined edges and peaks, thereby revealing its crystalline prismatic structure.

The bivouac is designed with the reversibility of the intervention in mind: it establishes a minimal and temporary footprint and, like the “nomadic” mountaineer, is conceived to allow maximum freedom of movement while minimizing ecological impact. It is envisioned not as a destination, but as a stage along the expedition; the structure participates in the logic of the journey. It should not interrupt the rhythm of the landscape, but rather flow with it. The project therefore presents itself as a temporary presence, a form of lightweight habitation that does not dominate nature, but instead enables an experience of the landscape’s grandeur.

The living space is intended to be essential and rational, taking the form of a minimal unit in which day and night functions are integrated. It is a space for a community of users who share a passion for exploration. For this reason, the spaces are conceived according to the principles of the Existenzminimum: functional and minimal interiors. The interior reflects an efficient subdivision designed to meet essential needs: a communal dining area (with table, benches, and stools), a buffer zone (with entrance, cooking facilities, and storage space for emergency kits, as well as a cabinet for essential items such as blankets), and the sleeping area (with private lockers/storage units connected to suspended rope beds, staggered on two sides of the wall).

The largest panoramic window frames the ascent route, reinforcing the connection between interior and exterior. At the same time, the positioning of the entrance and windows maximizes interior comfort by ensuring natural ventilation. The overall layout aims to maximize safety, thermal efficiency, and the perceptual quality of the space, while maintaining minimal impact on the surrounding landscape.

 

 

In collaboration with: Maria Pisoni e Alisia Tognon

Type: Concorso di idee

Drawing credits: Maria Pisoni e Aree di Studio

Date
Category
Architecture
Tags
Architettura, Bivouac, Trace, Vedretta Mimesi, Volume puro